Le notti di Macbeth [di Franco Masala]

Mac

Appena un mese dopo Attila, è ora in scena nel Teatro Lirico di Cagliari la successiva opera di Giuseppe Verdi, Macbeth. Rappresentata a Firenze nel 1847 ebbe una ripresa parigina nel 1865 con l’aggiunta dei ballabili, il coro dei profughi, un nuovo finale e altre varianti anche se occorre ribadire che alcuni vertici della partitura – i due concertati del I e del II atto, la scena del sonnambulismo – erano già nella versione del giovane Verdi.

È quindi sorprendente il balzo in avanti rispetto ad Attila soprattutto in rapporto alla delineazione di due potenti personaggi, Macbeth pavido e poco risoluto, la dark Lady istigatrice e malvagia. Per tacere del coro che lungi dal commentare semplicemente l’azione vi partecipa con consapevolezza. L’edizione cagliaritana riprende la versione di Parigi ma rinunciando alle danze e inserendo invece il finale fiorentino con l’arioso di Macbeth “Mal per me che m’affidai”.

L’esecuzione ha il suo punto di forza nel direttore Paolo Arrivabeni che accompagna i cantanti sostenendoli con intelligenza senza indulgere a volumi sonori ma se mai con qualche lentezza di troppo qua e là. Orchestra e coro rispondono decisamente bene.

Il protagonista, Sebastian Catana, già conosciuto a Cagliari in alcuni ruoli da vilain (La ciociara, Alfio), riesce a piegare la sua voce poderosa a mezzevoci efficaci, definendo un personaggio già sconfitto in partenza.

Sonia Ganassi, debuttante nel ruolo di Lady Macbeth, affronta una parte di soprano drammatico dopo una lunga carriera mezzosopranile soprattutto belcantistica. Il cimento è superato parzialmente dato che, obiettivamente, le mancano le note acute e appare meno perfida di quanto suggerirebbe l’azione.

La voce di Emanuele Cordaro è bella, però piccola così che il personaggio di Banco ne viene sminuito proprio nella grande aria della sua uccisione. Stefano Secco interpreta con maestria l’aria di Macduff mentre il secondo tenore Enrico Zara dà vita a Malcolm con proprietà di canto e Giovanni Bellavia svolge i suoi piccoli ruoli decorosamente.

Sono efficace supporto nella scena del sonnambulismo Francesco Musinu ed Elena Schirru che svetta con vigore anche nei concertati. Sorprendenti e intonatissime le tre voci bianche delle apparizioni, Lorenzo Ravastini, Michela Sunda ed Eleonora Cabras, preparate da Enrico Di Maira.

La messinscena, curata da Daniele Abbado in coproduzione con il Regio di Parma, alterna una prima parte notturna, cupa e oppressiva a una seconda più luminosa con qualche problema di coerenza. Se, infatti, l’acqua nebulizzata quasi continua che scende sul palcoscenico fa da filo conduttore e i fondali traslucidi cambiano di colore a seconda dei momenti, sono decisamente fuori luogo le scene riservate alle streghe.

Alla prima uscita sono mescolate a uomini del tutto superflui, recanti simboli miniaturizzati del potere (poltrone e spade) mentre la scena delle apparizioni, resa in modo abbastanza sciatto, è preceduta da un volgare festino fuori luogo, con personaggi circensi e tre ballerine in tutù che, accennando alcune piroette, alludono forse ai ballabili di Parigi comunque tagliati.

Gli arredi scenici sono ridotti al minimo e la scena è quasi sempre vuota ad esclusione dei lunghi tavoli della scena del banchetto. Rimangono alcuni bei momenti come il gigantesco albero che oscilla a significare la foresta di Birnam profetizzata dalle streghe o l’arrivo dei profughi scozzesi che facilmente richiama il Quarto Stato di Giuseppe Pellizza da Volpedo.

Fondamentalmente lo spettacolo risulta irrisolto anche nei costumi di Carla Teti genericamente novecenteschi ma senza una connotazione temporale precisa e con qualche caduta di gusto (ombrelli e impermeabili trasparenti). Le suggestive luci di Angelo Linzalata e i movimenti coreografici di Simona Bucci completano lo spettacolo.

Successo cordiale ma pubblico meno numeroso del consueto, forse in concomitanza con il lungo ponte festivo. Prima dell’inizio una delegazione del Teatro ha chiesto solidarietà per i colleghi del Teatro Bellini di Catania, minacciati da una situazione di crisi.

*Foto di Priamo Tolu ©

 

Macbeth

melodramma in quattro atti

libretto Francesco Maria Piave, dalla tragedia omonima di William Shakespeare

musica Giuseppe Verdi

Teatro Lirico di Cagliari

giovedì 31 ottobre, ore 20.30 – turno A

sabato 2 novembre, ore 19 – turno G

domenica 3 novembre, ore 17 – turno D

martedì 5 novembre, ore 11 – Ragazzi all’Opera

martedì 5 novembre, ore 20.30 – turno F

mercoledì 6 novembre, ore 20.30 – turno B

giovedì 7 novembre, ore 19 – turno L

venerdì 8 novembre, ore 11 – Ragazzi all’Opera

venerdì 8 novembre, ore 20.30 – turno C

sabato 9 novembre, ore 17 – turno I

domenica 10 novembre, ore 17 – turno E

 

 

 

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