La pedagogia dell’alluvione [di Sergio Vacca]

lego

L’intervento di Carlo Mannoni in questa Rivista, di forte contenuto didascalico riguardo ad uno degli elementi che hanno causato il disastro di Bitti, l’acqua, evidenzia come possano determinarsi nel tempo “tempi di ritorno”, eventi di diversa intensità, capaci di creare disastri alle cose e determinare la morte di persone. Ha pure accennato all’altroelemento, forse più importante, l’uomo con le sue azioni.

Vorrei, partendo dagli elementi accennati, cercare di costruire un ragionamento che li leghi tra loro, introducendo, anche, un ulteriore componente, il territorio. Credo che vadano fermamente confutate affermazioni, comparse come titoli di giornale, come “Pioggia assassina” o “Alluvione e morte”, che lasciano intendere come un fenomeno naturale possa avere responsabilità dirette su quanto accade.

Mannoni ha citato situazioni che evidenziano come sia la mano dell’uomo la responsabile dei disastri e lo fa, richiamando l’esempio emblematico di Olbia, citando l’urbanizzazione che occupa indiscriminatamente il territorio, inglobando anche le linee preferenziali di scorrimento delle acque, ossia i fiumi.

Vorrei richiamare l’attenzione sulle simulazioni che possono effettuarsi nei Dipartimenti di Idraulica. Si immagini perciò una grande vasca, all’interno della quale, movimentando opportunamente elementi del fondo, si possano determinare delle pendenze, che possano simulare superfici a maggiore o minore acclività e pianeggianti.

Al di sopra della vasca, sia posto un soffione doccia, in grado di distribuire acqua ad intensità variabili. Nelle superfici metalliche del fondo della vasca immaginiamo di poter realizzare, utilizzando elementi magnetici, che possano rappresentare manufatti come edifici o comunque strutture edilizie.

Simuliamo, come se fosse una costruzione Lego, un abitato, con edifici, strade, ma anche elementi del paesaggio naturale come linee di drenaggio (fiumi), vegetazione. Saremo perciò in grado di ricostruire, in scala, un qualsiasi abitato della nostra isola, con la montagna, il bosco, il fiume, le case, le strade, con la precisione delle quote e delle distanze tra gli elementi. Potremo anche, con l’uso di adeguati materiali, simulare la presenza di suolo.

La sperimentazione consisterà nel mandare attraverso il soffione-doccia acqua a diversa intensità, simulando, appunto, gli eventi che possono verificarsi nei “tempi di ritorno” ricordati da Mannoni. Cosa potrà succedere nel corso della sperimentazione.

In primo luogo, lo scorrimento dalle aree a maggiore acclività verso le aree pianeggianti; in relazione all’intensità della “pioggia” uno scorrimento  che riguarderà tutte le superfici declivi, (a) a bassa intensità non  determinerebbe alcuna conseguenza, se non l’asportazione in minima quantità del materiale che simula il suolo; (b) a media intensità, asportazione di maggiori quantità del materiali simil-suolo e intorbidimento dell’acqua corrente; (c) ad alta intensità scorrimento con lame d’acqua  di altezza e velocità crescenti, particolarmente in relazione alle pendenze  e conseguente  trascinamento di elementi non ancorati alla base; alta torbidità dell’acqua, legata all’asportazione di gran parte del simil-suolo.

Lo scorrimento avrà come linee preferenziali le superfici lasciate libere dagli elementi che simulano le costruzioni; nell’area che rappresenta il fiume, lo scorrimento avviene dapprima all’interno del suo letto di magra, poi occupando la superficie golenale. (d) Intensità corrispondente ai tempi di ritorno pluricentenari.

L’intensità è pari o superiore a quella mai registrata e lo scorrimento, caratterizzato da un’altissima torbidità per l’asportazione di porzioni progressive di suolo, raggiunge quote ragguardevoli, trascinando qualsiasi    ostacolo incontri e demolendo porzioni di fabbricati.

Ho assistito a questa simulazione, agli inizi degli anni 90, nei Laboratori dell’Istituto dell’Ambiente del Centro Comune di Ricerca dell’Unione Europea ad Ispra. Le considerazioni che possono farsi attengono in termini teoretici al rapporto tra l’uomo ed il suo ambiente, che sembra essersi progressivamente  deteriorato dai tempi della rivoluzione industriale.

Ma, particolarmente oggi, all’urbanistica ed alle norme di governo del territorio, spesso ambigue nella loro formulazione, particolarmente quando introducono elementi di incertezza, come, ad esempio la “liberalizzazione” delle costruzione nelle aree ago-pastorali, l’aumento delle volumetrie nelle aree costiere e via elencando.

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