Ma chi governa oggi in Sardegna la sanità e l’emergenza pandemica è in grado di farlo? [di Carlo Mannoni]

Massimo-Temussi

Dopo gli ultra ottantenni muoiono gli ultra settantenni. Le statistiche dicono che tra questi ne muore uno su dieci se contagiato. Cabala, roulette russa e l’insipienza di chi governa la sanità, un miscuglio esplosivo che fa della nostra vita una sorta di nuotata nel mare agitato e chi ti dovrebbe lanciare il salvagente non lo fa o lo fa quando ormai sei stato inghiottito dai flutti.

A volte è solo questione di giorni, perché dopo sei spacciato. Non so se il super burocrate di turno o l’assessore della sanità, che risponde alle critiche con un risolutivo e rassegnato “Ci può stare”, si siano resi conto di ciò che accade, eppure se ne è parlato anche in consiglio regionale.

Io ho avuto qualche anno fa il cancro e sono ancora all’interno del quinquennio di controllo. Per questo mio “fortunato” evento sono titolare del codice 48 che contrassegna il mio status di iscritto nell’anagrafe sanitaria regionale.

Per chi ci governa, tale codice deve essere sinonimo di buona fortuna e ti relega, appunto, tra i fortunati, ovvero tra gli ammalati di cancro scampati alla morte che il vaccino per ora se lo sognano.

Possono attendere perché, d’altronde, non gli è forse andata bene? Sono nato nel 1946 e i nati nel 1947, 1948, 1949, 1950 e 1951, certamente assai meno fortunati di me e dei colleghi col codice 48, mi sono passati a fianco scavalcandomi nella fila per il vaccino. I medici dell’Oncologico mi dicono che attendono direttive e che per ora vaccinano (giustamente) gli ex oncologici sotto cura.

Siccome è questione di giorni e si può lasciare questo mondo solo per un caso e per la congiunzione di diversi eventi sfavorevoli, tra i quali quello di essere mal governati nella sanità, io ho tentato di disfarmi del codice 48 che mi classifica tra i fortunati che possono attendere, e di rientrare tra i normali ultra settantenni meno fortunati di me. Tentativo negato, perché il super burocrate non me lo consente.  Attendi, mi risponde, verrà anche il tuo turno. E intanto anche i settantenni hanno preso a morire di covid.

 

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