Milis. Cittadinanza al Milite Ignoto [di Sergio Vacca]

Negli scorsi giorni il Treno della Memoria ha percorso la dorsale ferroviaria sarda con tappa finale a Cagliari, ricalcando il convoglio che da Aquileia portò a Roma, il 2 novembre 1921, le spoglie mortali del Milite Ignoto.

Il 4 novembre scorso fu celebrato il Centenario della traslazione e della sua solenne tumulazione  nell’Altare della Patria. Il Gruppo Nazionale delle Medaglie d’Oro al Valor Militare, ha proposto il conferimento della Cittadinanza Onoraria, sotto l’egida del Presidente della Repubblica, a quel Soldato, inizialmente di nessuno e poi di tutti,  da parte di ogni Comune d’Italia. Anche il Comune di Milis, nella seduta del Consiglio Comunale, il 14 giugno del 2021 ha aderito all’iniziativa.

Antefatto. Il 4 agosto 1921, il Parlamento approvò all’unanimità la Legge sulla “Sepoltura della Salma di un Soldato Ignoto”. Venne istituita una speciale Commissione di Decorati di Medaglia d’Oro al Valor Militare perché individuasse i resti di undici Soldati non identificati, provenienti dai principali campi di battaglia della Grande Guerra.

Le undici bare furono raccolte nella Basilica di Aquileia, dove il 28 ottobre Maria Bergamas, madre di Antonio, caduto e disperso, scelse per conto di tutte le madri italiane il simbolo di un intero popolo. La bara giunse a Roma su uno speciale convoglio ferroviario il 2 novembre, dopo avere toccato città e paesi ed avere ricevuto l’omaggio delle popolazioni.

Il 4 novembre, dalla Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri il feretro, dopo essere stato visitato da migliaia di persone, fu portato a spalla all’Altare della Patria da Decorati al Valore e tumulato nel monumento ove tuttora il Soldato ignoto riposa.

Promulgando la legge 11 agosto 1921, n. 1075, il Parlamento volle esprimere lo spirito valoriale dell’iniziativa “per la sepoltura in Roma, sull’Altare della Patria, della salma di un soldato ignoto caduto in guerra”, a ricordo degli oltre 650.000 morti nel primo conflitto mondiale Degno figlio di una stirpe prode e di una millenaria civiltà, resistette inflessibile nelle trincee più contese, prodigò il suo coraggio nelle più cruente battaglie e cadde combattendo senza altro premio sperare che la vittoria e la grandezza della patria”, la motivazione per la concessione della Medaglia d’Oro al Valore Militare, attribuita con Regio Decreto 1° novembre 1921.

Perché Milis ha voluto onorarne la memoria ed essere il primo comune dell’isola a conferire al Milite Ignoto la Cittadinanza Onoraria?

A guerra in corso, nel 1945, sorse a Milis il primo Cimitero di Guerra della Sardegna, in cui trovarono sepoltura, in un unico riquadro, 22 militari italiani e 16 tedeschi, morti nell’aeroporto di Milis durante i bombardamenti alleati del maggio e del luglio 1943. I milesi li considerano fratelli, dimostrando pietà verso gli appartenenti a Forze Armate, in quel momento, in guerra tra loro.

Con quel gesto, una piccola porzione dell’Europa fu casa comune di tutti i popoli europei. A Milis si gettavano le basi della fratellanza tra i popoli, divisi dalla guerra e, tuttavia, anelanti di pace; curando i caduti propri e altrui pose un importante tassello nella costruzione dell’Europa di pace.

Per settant’anni l’Europa è vissuta in pace. Alla fine degli anni 90, i Balcani furono travolti da una lotta fratricida che richiese l’intervento delle Nazioni Unite, compresa l’Italia, per ristabilire la pace. Oggi una guerra, non dichiarata, vede coinvolte nazioni dell’est del nostro continente, con morti, gravi distruzioni e il rallentamento dello sviluppo sociale ed economico.

La comunità milese, con l’assegnazione della cittadinanza al Milite Ignoto,  ha ricordato il sacrificio dei compaesani che persero la vita nei teatri di guerra; dei soldati di diverse regioni d’Italia; e dei militari tedeschi inviati a Milis.

* Già Sindaco di Milis

2 Comments

  1. Giancarlo Olimbo

    Encomiabile iniziativa , che racchiude in se’ il senso della solidarietà cristiana e della conservazione dei valori di Patria che animarono tanti giovani i quali alla sua difesa non esitarono a dedicare la propria vita ancore in fiore.

  2. Mario Pudhu

    Custu ant fatu sos Sardos de Milis cun coro de Sardos, de sos menzus Sardos, e totugantos “carne da macello” o “cannone” de chie nos at dominadu e dóminat e at betadu (e timimus ancora chi betet) in sas gherras sempre e totu assurdas, macas, infames, solu barbaridade de totu sos dominadores.
    Sa zente lastimaiat sos sordados tedescos imbiados in Sardigna comente lastimaiat sos fizos mandhados peri su mundhu a fàghere masellu e a si fàghere masellare postos a bersàgliu in sa gherra prus infame de totu sos tempos.
    Ca pro sa vida bi cheret paghe, istima e zustesa mancari difítzile, ca sa vida est paghe, istima e zustesa mancari difítzile.

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