Scene da un matrimonio combinato [di Franco Masala]

Dopo una fugace comparsa all’Anfiteatro Romano (Ferragosto 1986), peraltro in una dimenticabile produzione della Compagnia Nazionale Italiana Danza Classica 80, La fille mal gardée ritorna a Cagliari sul palcoscenico del Lirico con l’Accademia Ucraina di Balletto, compagine di scuola russa con sede a Milano e ora con un’appendice cagliaritana.

In realtà bisognerebbe chiedersi quale Fille? Circa due settimane prima della presa della Bastiglia, infatti, il 1° luglio 1789 andava in scena a Bordeaux il balletto che si considera il più antico balletto in repertorio, ancora senza danza sulle punte, con l’assenza di principi o villi o ondine che avrebbero imperversato nell’Ottocento, con molta pantomima, e quindi molto differente dal balletto classico odierno di tradizione.

Non a caso La fille ebbe più versioni, con rimaneggiamenti, sostituzioni, adattamenti, musiche diverse (per i quali si rimanda alla bibliografia specialistica) con il risultato che sono sopravvissute essenzialmente due versioni, quella del Regno Unito e quella russa. È proprio questa che si rappresenta a Cagliari, riprendendo la tenue vicenda della ragazza mal custodita che vince con l’amore le beghe volte ad un matrimonio agiato promosso dalla madre ma sventato dall’intraprendente Lisa.

L’ambiente è quello contadino, anche se benestante, quasi ad anticipare il primo atto della romantica Giselle, e quindi sono banditi personaggi altolocati in una singolare sintonia con l’imminente Rivoluzione Francese. Ciò non impedisce però la consueta sfilata di pas de deux e danze caratteristiche o di genere come la ‘danza degli zoccoli’ eseguita dalla madre en travesti. Proprio il secondo atto che prevede una lunga sequenza di numeri, alla fine ripetitivi e monotoni, appare il più debole poiché non accade nulla e tutto diventa un pretesto per esibire la compagnia di ballo.

La versione coreografica odierna è affidata al direttore artistico dell’Accademia milanese, Egor Scepaciov che riprende quella già sovietica di Marat Gaziev con le musiche di Peter Ludwig Hertel (1864) al posto delle originali parti orchestrali, peraltro anonime.

La funzionale direzione di Marco Dallara si vale dell’orchestra locale, sviluppandosi sullo sfondo di scenografie di Andrej Scharaev con i colorati costumi di Stefania Baldassarre, realizzati da Alice Dardengo, e le luci di Alessandro Cappellini.

I due protagonisti ospiti, Evelina Godunova e Michal Krčmář, rispettivamente lettone e ceco, perpetuano la fucina di danzatori dell’Est europeo, rivelando doti anche virtuosistiche. Pierpaolo Ciacciulli presta invece la sua vis comica al ruolo della madre autoritaria mentre i due personaggi caricaturali degli antagonisti, padre e figlio, sono affidati a Egor Scepaciov e Nicolò Aquila che garantiscono diverse trovate spassose.

Il corpo di ballo, composto dagli allievi dell’Accademia Ucraina di Balletto che nulla ha a che fare con il martoriato paese, si rivela non più che volenteroso e fa procedere il lavoro senza scosse ma neppure con brividi ed emozioni.

Insomma, finiti i tempi del Kirov, della Scala o del Tokyo Ballet che negli anni scorsi presentarono spettacoli di tutto rispetto, occorrerà accontentarsi di un basso profilo? Forse il pubblico cagliaritano merita di più.

Successo non più che cordiale rispetto a certi trionfi del passato anche prossimo.

*Evelina Godunova (foto Alex Pankov) ©

 La fille mal gardée

balletto in tre atti

coreografia Marat Gaziev, adattata da Egor Scepaciov

musica Peter Ludwig Hertel

Teatro Lirico di Cagliari

martedì 21 maggio, ore 20.30 – turno A

mercoledì 22 maggio, ore 20.30 – turno B

giovedì 23 maggio, ore 19 – turno F

venerdì 24 maggio, ore 20.30 – turno C

sabato 25 maggio, ore 15.30 – turno E

sabato 25 maggio, ore 20.30 – turno G

domenica 26 maggio, ore 17 – turno D

 

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