Lettera aperta a Pigliaru, Falchi, Spano ed Erriu [di Sergio Vacca]

fotovoltaico

Signor Presidente, Gentili Assessori, sono certo che attraverso le rispettive strutture conoscano, e conseguentemente seguano venendone tempestivamente informati, l’andamento degli iter autorizativi in capo ai competenti ministeri dell’Ambiente e dei Beni Culturali delle iniziative delle Società Flumini Mannu e Gonnosafanadiga Ltd, relative agli Impianti di solare termodinamico da 55 MWe, che le società vorrebbero realizzare a Gonnosfanadiga e a Decimoputzu-Villasor.

Mi sia consentito, Signor Presidente e Gentili Assessori, di segnalare loro un fatto che, oltre ad aver  destato curiosità per la procedura adottata dal Ministero dell’Ambiente, titolare della procedimento di V.I.A., determina ora allarme  riguardo al completamento dell’intero processo.

Alcuni  giorni fa, sul sito di Minambiente è comparso un avviso sullo stato della procedura di VIA dell’impianto termodinamico “Flumini Mannu” previsto dall’omonima società a Decimoputzu-Villasor. Ad attirare l’attenzione la dicitura finale “ Procedimento in corso presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri”. Richieste maggiori informazioni al responsabile del procedimento, ad una imbarazzata risposta è conseguito il ritiro immediato dell’informativa e la sua sostituzione con una stringatissima nota che, allo stato della procedura, ha indicato: “Parere CTVIA emesso: in predisposizione provvedimento”. Questo il link del nuovo avviso: http://www.va.minambiente.it/it-IT/Oggetti/Info/1389

Loro saranno certamente al corrente del Parere Tecnico Istruttorio NEGATIVO,  espresso dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali in data 7 ottobre 2015, alla dichiarazione di compatibilità ambientale del progetto definitivo, come modificato dalla società Fluminimannu Ltd il 23 giugno 2015. Parere motivato e i pareri delle Soprintendenze di Settore, del Comitato Tecnico-Scientificoper il Paesaggio, le ulteriori valutazioni della Direzione Generale Archeologia, e via elencando, in ben 73 pagine. Come sono certamente al corrente anche del parere negativo, motivato dviste le motivazioni alla Direzione Generale dell’Assessorato Difesa Ambiente il 23 febbraio 2015.

Ma non saranno certamente sfuggiti Loro i pareri, tutti negativi,  espressi da studiosi, dalle Università, da Associazioni di categoria e da Associazioni ambientaliste. Oltre ad articoli, riguardanti aspetti generali o particolari comparsi sulla stampa o riviste online. Mi permetto, a questo proposito di segnalare quegli articoli sull’argomento comparsi su Sardegna Soprattutto:

http://www.sardegnasoprattutto.com/archives/9998  http://www.sardegnasoprattutto.com/archives/7635 http://www.sardegnasoprattutto.com/archives/7379  http://www.sardegnasoprattutto.com/archives/5897 http://www.sardegnasoprattutto.com/archives/1057

Ci si sarebbe aspettati che il Ministero dell’Ambiente, ottenuto il parere motivato del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali,  chiudesse la procedura di V.I.A.  Invece, solo a distanza di ben dieci mesi, durante i quali venivano chiusi e riaperti i termini delle osservazioni e delle integrazioni progettuali,  compare l’informativa, subito ritirata, della trasmissione del procedimento alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Va osservato che,  il decreto cosiddetto “Sblocca Italia”, DL 12 settembre 2014, approvato definitivamente il 5 novembre dello stesso anno, pur non contenendo riferimenti specifici alle energie rinnovabili di grossa taglia, ammette in più fattispecie la semplificazione delle procedure, rendendo perciò inutili taluni pareri o autorizzazioni.

In conclusione, Signor Presidente e Signori Assessori, la preoccupazione che esprimo da cittadino, tuttavia informato sui fatti, riguarda le risorse ambientali del nostro Territorio regionale, il suolo in particolare, su cui pende la spada di Damocle di questa come certamente di altre decisioni. Le cui conseguenze la nostra Isola pagherà in termini di forte e progressivo  degrado.

In aggiunta – e questo emerge   dalla lettura attenta dei documenti presentati dalle società Flumini Mannu e Gonnosfanadiga Ltd – le attività di cui si tratta non hanno valore nel Piano Energetico Ambientale Regionale. Non contribuiranno, cioè, a rendere più efficiente la produzione energetica dell’Isola.  Ma saranno esclusivamente una palestra di carattere commerciale

Riporto perciò la frase contenuta nel parere pro veritate degli avvocati delle società. L’autorizzazione e la costruzione dell’impianto di  Flumini Mannu e di quello gemello di Gonnosfanadiga, che sono le due prime centrali solari termodinamiche a scala commerciale da 55 MWe mai costruite in Italia è necessaria per poter partecipare alle gare internazionali che vengono bandite annualmente nel mondo per questo tipo di impianti per valori complessivi di miliardi di euro.

C’è da domandarsi quale possa essere l’interesse della Sardegna a far realizzare sul proprio territorio impianti che non hanno alcun significato per il soddisfacimento del fabbisogno energetico dell’isola. NESSUNO. Di più i danni che si creeranno saranno permanenti e irreversibili per il territorio, particolarmente per gli aspetti relativi ai suoli ed ai paesaggi.

Desidero perciò chiedere, Signor Presidente e Signori Assessori, di voler difendere l’ambiente ed il paesaggio della nostra Isola dagli speculatori e di voler riaffermare nei confronti dello Stato centrale il diritto della Sardegna a decidere il futuro del proprio territorio.

*Già Professore di Scienza del Suolo dell’Università di Sassari e componente del Comitato dei Saggi del FAI Sardegna come Responsabile delle problematiche relative al suolo

 

 

 

7 Comments

  1. Orù

    Solo e sempre contro le rinnovabili, mai una parola per discutere dell’apertura di nuovi centrali a carbone, di un piano per la metanizzazione che graverà sulle spalle dei clienti.

  2. Sergio Vacca

    Orù, non sono per niente contro le energie rinnovabili. Il problema – l’ho scritto e lo ripeterò fino alla nausea – è dove si realizzano gli impianti. I pannelli solari o gli specchi concentratori non possono essere realizzati distruggendo suoli ad alta suscettività per la produzione di biomassa, sia essa agricola o forestale. La localizzazione di questi impianti va individuata nelle aree a bassa o nulla suscettività per la produzione di biomassa, ovvero in quelle aree che la pianificazione ha destinato alle attività industriali. Il resto è solo demagogia!

  3. Francesco Mura

    Gentile Prof. Vacca, vorrei ,da semplice cittadino, aggiungere alcune considerazioni a “braccio” al suo preciso e motivato articolo. Non vi è alcun dubbio che il suo invitto ai responsabili politici Regionali, spesso distratti dal quotidiano, abbia un senso politico profondo .
    Quello di chi ,guardando al passato , riesce a vedere meglio il futuro. Sacrificare l’unico bene rimasto -la buona terra- di cui a breve avremmo estremo bisogno ,agli avvoltoi che si precipitano in Sardegna da ogni dove con il solo scopo di rapinare i Sardi , è un atto politico irresponsabile e, mi si perdoni l’indelicato termine, pure sciocco.
    Suggerisca ai nostri amministratori ,prima di qualsiasi decisione, di fare una rapida visita all’impianto delle serre solari di Narbolia .Sessanta ha. di buona terra sacrificata ad una speculazione di puro saccheggio ove i contribuenti pagano con le loro bollette dell’energia elettrica gli utili a società delle Cayman o Panamensi (giusto per evadere le tasse) . Una rendita di posizione senza alcun ritorno economico per noi ,con guadagni certi per società Indiane, e Cinesi. Ora è il turno dei 260 ha. dell’azienda agricola del Sig. Cualbu di Villasor . I lestofanti Romani vorrebbero espropriarla per consegnarla pari pari ad una società del Sol levante.
    Viene da riflettere e riempie di amarezza sul fatto che società vengano a portarsi via l’unico bene rimasto ai sardi: la loro terra. Torna in mente il dimenticato detto . Si manifesta ancora una volta la maledizione di noi sardi : quella di credere ai venditori di perline . La Sardegna ,attualmente, è una delle terre più ambite e meno abitate . Siamo il bersaglio prossimo venturo dei capitali di rapina che non trovano più modo di essere impiegati in altri scenari economici. I sardi ,purtroppo, non hanno la stessa tempra del Corsi
    che quando serve sanno farsi rispettare. Nessuno riflette sul fatto che siamo pronti a spararci da dietro ai muretti a secco per uno sconfinamento di pascolo e , nel contempo, concediamo a gente priva di scrupoli provenienti da tutto il pianeta , di impossessarsi impunemente dei nostri beni. Forse è ora di rinunciare all’attuale modello di una diseconomia corruttivo -assistenziale che ha impedito le nostre capacità imprenditoriali . In definitiva a pensarci bene ,si tratta solo di credere in noi stessi.

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  5. Sergio Vacca

    Si può essere d’accordo o meno con la Giunta Regionale e col suo presidente circa l’opposizione all’attracco della portaerei Cavour all’isola di S. Stefano. Con Giunta, Presidente e assessori, un seguito di voci sempre più forte a contrasto della decisione governativa di mantenere un presidio avanzato nel Mediterraneo della Marina Militare italiana. Verrebbe da dire, finalmente c’è un risveglio dell’orgoglio sardo nella difesa delle prerogative di autonomia della Regione. Si può obiettare che nella temperie che attraversano i paesi che si affacciano nel Mediterraneo, molti dei quali colpiti duramente dal terrorismo e tutti fortemente interessati da un fenomeno migratorio senza precedenti, la sorveglianza del mare Mediterraneo e’ un dovere che comporta sacrifici per tutti. Ma non è questo l’aspetto che mi preme sottolineare. Ciò che vorrei evidenziare e’ il fatto che la Giunta, i suoi Assessori, ma anche i tanti fautori dell’autonomia regionale siano silenti di fronte al land grabbing o, se si preferisce, rapina delle Terre, prospettata dalle imprese nazionali e multinazionali che propongono fantasmagoriche attività di produzione energetica, occupando Terre agricole di alta qualità e produttività. Pareri discordanti tra il Ministero dei Beni Culturali, che rigetta il progetto e quello dell’Ambiente che, viceversa, è favorevole a tali improvvide iniziative, portano la decisione finale alla presidenza del Consiglio dei Ministri. Spero di sbagliarmi, ma, considerando l’attivismo del primo ministro Renzi, ho ragione di credere che sarà dato il via libera a queste nefaste iniziative.
    Una domanda! Come mai Presidenza, Assessori e partigiani dell’autonomismo non fanno sentire alte le proprie voci in difesa del territorio sardo e dell’autonomia? Quasi che le Terre agrarie, forestali o pascolive non fossero meritorie di difesa, o, una battaglia in loro difesa, non riguardasse l’istituto autonomistico. Machiavellicamente, la Regione potrebbe inserire nel cahier de doleance verso il Governo anche questa partita. Almeno una delle due potrà portarla positivamente a casa.

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